Mostra fotografica Carlo Acutis “Quindici anni di Amore e di Fede”
Un cammino di Fede e preparazione al prossimo Congresso Eucaristico Diocesano.
Dal 18 al 24 maggio 2026 la chiesa di San Rocco di Campo di Giove (AQ) ha ospitato i pannelli della mostra fotografica itinerante della biografia di San Carlo Acutis e la reliquia “Ex Capillis” che rappresentano i segni tangibili della vita del Santo e della sua vicinanza ai giovani.
La mostra, realizzata in collaborazione con Antonia Salzano, mamma di San Carlo, comprende 22 pannelli del formato di cm. 90 x 180 e ripercorre le orme dei momenti più salienti della sua vita; la scoperta e l’incontro con Dio. Ogni pannello una meditazione che invita il lettore ad interrogarsi sui cardini principali della propria fede e, quindi, al raccoglimento e alla preghiera.
La mostra nasce con l’obiettivo di far conoscere e approfondire la figura del primo Santo della generazione Millennials, avendo vissuto negli anni del passaggio dall’era analogica, a quella digitale; ed è appunto utilizzando questa sua conoscenza che Carlo ha potuto esprimere i suoi pensieri, le sue sensazioni nel dialogo con Gesù e, attraverso il mondo digitale, tanto apprezzato dai giovani, farli conoscere a tutto il mondo.
Gesù presente nel Sacramento dell’Eucaristia che lui definisce “ l’autostrada per il cielo” e a cui si accostava settimanalmente, prende, attraverso le sue semplici parole di ragazzo, un significato ancora più profondo e sacro come atto di riconciliazione con Dio.
San Carlo sollecita i giovani a sviluppare le loro capacità personali, a non uniformarsi trasformandosi in “fotocopie” dei meccanismi del consumo pubblicitario, ma a scoprire e utilizzare i doni che Dio ha donato ad ognuno; talenti unici e diversi che bisogna imparare a riconoscere in se stessi.
Ed è questo concetto che i bambini e i ragazzi delle parrocchie di Campo di Giove e di Cansano hanno apprezzato nei pensieri di San Carlo, grazie alla guida e al dialogo del parroco Don Magloire e delle catechiste.
La mostra si è estesa, inoltre, nei giorni successivi, anche ai Consiglieri del CAE e del CPP e non solo; ogni fedele ha potuto riflettere e apprezzare i numerosi spunti offerti da un ragazzo quindicenne, che hanno raggiunto il cuore di tutti; nonché la serenità di fronte alla consapevolezza della malattia e della morte, intesa come porta di accesso alla vita eterna; la consolazione, negli ultimi giorni di vita, che egli stesso elargiva ai genitori e ai medici, perché felice di andare in “cielo”.
L’augurio è che il suo esempio possa servire ad ognuno per alimentare la propria Fede e la propria vita spirituale.
San Carlo ci lascia un’eredità fondamentale : la devozione per la Vergine Maria e per il sacramento dell’Eucaristia.
di Tarulli Fiorella







